Con le sanzioni, i russi guardano alla Gran Bretagna

Le sanzioni mirate contro gli oligarchi russi e del passato regime di Kiev, in risposta alle provocazioni di Mosca in Ucraina, si stanno traducendo di fatto in un boom del mercato immobiliare londinese. Una delle destinazioni per la fuga di capitali dalla Russia (51 miliardi di dollari nei primi tre mesi del 2014) è la capitale britannica, nonostante i tentativi del governo inglese di arginare questo fenomeno, conseguenza del nuovo clima da Guerra Fredda che si respira in Europa. "Sicuramente c'è stato un aumento degli acquirenti russi e dell'Europa orientale in generale", ha detto al Financial Times Charles McDowell, agente immobiliare incaricato di cercare immobili di pregio per ricchi acquirenti.
24 AGO 20
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Le sanzioni mirate contro gli oligarchi russi e del passato regime di Kiev, in risposta alle provocazioni di Mosca in Ucraina, si stanno traducendo di fatto in un boom del mercato immobiliare londinese. Una delle destinazioni per la fuga di capitali dalla Russia (51 miliardi di dollari nei primi tre mesi del 2014) è la capitale britannica, nonostante i tentativi del governo inglese di arginare questo fenomeno, conseguenza del nuovo clima da Guerra Fredda che si respira in Europa. "Sicuramente c'è stato un aumento degli acquirenti russi e dell'Europa orientale in generale", ha detto al Financial Times Charles McDowell, agente immobiliare incaricato di cercare immobili di pregio per ricchi acquirenti. "I russi, in particolare - sostiene McDowell - sono molto nervosi sugli effetti che un'escalation delle sanzioni potrebbe avere su di loro".

La risposta al perché le sanzioni debbano spingere i ricchi russi ad acquistare proprietà immobiliari a Londra anziché venderle, ha due aspetti. Il primo riguarda il fatto che la gran parte di questi compratori non è presente nell'elenco delle personalità colpite dalle sanzioni degli Usa e della Ue e probabilmente mai lo sarà. Si tratta infatti di personaggi che non appartengono alla ristretta cerchia degli oligarchi vicini a Vladimir Putin. A far loro paura sono le possibili sanzioni contro interi settori dell'economia russa. Se Mosca viene isolata a livello internazionale, è il loro ragionamento, meglio tenere i propri soldi fuori dal paese, piuttosto che rischiare di lasciarli bloccati nei forzieri delle banche russe. Il secondo aspetto riguarda il fatto che il mercato immobiliare londinese è un rifugio sicuro per i capitali sospetti, più di quanto lo siano altri tipi di investimento. Innanzitutto, è anonimo e poi è molto liquido e protetto da un eccellente sistema legale. In Gran Bretagna non ci sono restrizioni all'acquisto di proprietà immobiliari da parte di stranieri. Inoltre, è possibile intestare un immobile a una società offshore, uno stratagemma al quale fanno ricorso in molti.
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La decisione del governo britannico di aumentare le tasse sulle transazioni immobiliari per mettere fine agli "abusi" - così li ha definiti il ministro delle Finanze George Osborne - di chi acquista le proprietà a scopi puramente speculativi, lasciandole vuote, hanno tutt'altro che scoraggiato i compratori. Né questi saranno fermati dall'introduzione, a partire dal prossimo anno, di una tassa sui capital gain per gli investimenti immobiliari dall'estero.

Il mercato immobiliare di Londra continua a essere uno dei più cari del mondo. Nel 2013, il valore medio di un immobile nel resto del paese è salito dell'8,4%, mentre nella capitale la percentuale è
stata del 14,9%. E se nel resto della Gran Bretagna il prezzo medio di un'abitazione è ancora del 5% al di sotto del valore massimo raggiunto nel 2007, a Londra i prezzi sono saliti già del 14%. Sempre
a Londra, nel 2013, il 61% delle abitazioni di nuova costruzione è stato acquistato come forma di investimento. A guidare questo boom sono stati proprio gli stranieri, che hanno acquistato il 49% delle
nuove abitazioni costruite nelle aree di pregio della capitale.